Tra i protagonisti azzurri ai Mondiali di nuoto Singapore 2025 c'è sicuramente Thomas Ceccon che, dopo l'argento di Martinenghi, ha portato a casa il bronzo nei 50 metri farfalla. Un risultato comunque buono ma che non aveva soddisfatto a pieno il nuotatore azzurro: «Sono entrato male in acqua con il tuffo, con una partenza giusta valevo di più, ma oggi sono andati davvero forte. Sicuramente è una gara che da 'fresco' posso vincere; purtroppo la semifinale dei 100 dorso (disputata poco prima della finale dei 50 farfalla, ndr.) ha un po' influito. Avevo chiesto uno spostamento, ma alla fine non è stato possibile. Sono contento per il record italiano» aveva detto al termine della gara.
In compenso, però, a 24 ore di distanza, l'azzurro si è rifatto nella finale dei 100 metri dorso conquistando la medaglia d'argento. Inoltre nella giornata di venerdì 1 agosto ha staccato il pass per la finale dei 100 farfalla, stabilendo il nuovo record italiano con il tempo di 50.42. Di seguito le curiosità sul nuotatore azzurro.
Thomas Ceccon è nato a Thiene (provincia di Vicenza) nel 2001. È soprannominato «lo squalo» per la velocità che riesce ad ottenere in acqua e la grinta che mostra in gara, ma anche per le sue dimensioni. Thomas è infatti alto un metro e novantasette.
I genitori sono Gioia Pretto e Loris Ceccon. Entrambi hanno avuto un passato sportivo: la madre Gioia è stata campionessa italiana di pattinaggio a rotelle, il padre Loris invece è stato pentatleta nell’esercito, oggi però lavora come infermiere. Sono stati proprio a spingere Thomas verso il nuoto, già praticato dal fratello maggiore Efrem.
L’esordio in Nazionale non è stato dei migliori a causa alcuni episodi di nonnismo di cui è stato vittima quando era appena sedicenne: «C’era gente di quindici anni più grande che non accettava il mio arrivo», ha raccontato in passato. Dall’olio in valigia al dentifricio sui vestiti, la situazione si è poi calmata con l’arrivo in squadra del suo amico Federico Burdisso nel team della Nazionale italiana. Ne è uscito con un carattere forte, che lo ha spinto in alcune occasione a zittire gli avversari o a polemizzare con i compagni della staffetta. Nacque un caso dal «boia chi molla» postato sui social per cui poi si scusò («non conoscevo le connotazioni storiche della frase»).
La sua carriera internazionale comincia nel 2016 quando viene convocato per la prima volta dalla Nazionale giovanile italiana per gli Euro Junior. Nel 2018 disputa i Giochi Olimpici Giovanili di Buenos Aires dove vince le prime medaglie internazionali: (1 oro, 2 argenti, 2 bronzi). Il7 dicembre 2020, Thomas Ceccon migliora il record Italiano nei 100 dorso, diventando di fatto l’azzurro più veloce di sempre. Dopo il lungo stop dovuto al Covid-19, Ceccon riesce a migliorare nuovamente il record nazionale e conquistare il pass per le Olimpiadi di Tokyo. Nella sua prima Olimpiade riesce a vincere un argento (4x100 stile libero) e un bronzo (4x100 mista maschile). Ai mondiali di Budapest nel 2022 vince stabilendo il nuovo record del mondo nei 100 metri dorso. Nei 50 dorso e nei 50 farfalla, invece, sigla il nuovo record italiano. Fa incetta di medaglie anche agli Europei di Roma (4 ori e 2 argenti) e al Mondiale di Fukuoka (1 oro, 2 argenti).
Fuori dall’acqua, Ceccon è un grande appassionato di tennis, sport che pratica sin da piccolo insieme al fratello Efrem. Il suo idolo è Nadal, così come McGregor in quella che è la sua altra passione sportiva (questa volta solo da spettatore): la MMA.
Non è fidanzato ma ha ammesso che «solo una sportiva, o una ragazza più matura che già lavora, potrebbero capire la vita e i sacrifici che faccio». Ma per uno che ha un'ossessione come lui per lo sport, non è per ora una priorità.
«Ho sperimentato il terrore pre-gara ed è un aspetto che si fa fatica a controllare. Per prepararmi sto cercando di immaginare le situazioni, di simulare le gare nella mia mente», ha raccontato di recente al Corriere della Sera. Non è facile per uno che, come lui, vive di nuoto. Un'ossessione con la quale ha imparato a convinvere, senza farsi del male. «Tutti i grandissimi hanno avuto bisogno di fermarsi - ha detto -. È successo a Michael Phelps, a Caeleb Dressel, ad Adam Peaty... Campioni che hanno dominato per anni e che a un certo punto si sono sentiti costretti a vincere, perché un secondo posto avrebbe cancellato quello che avevano fatto prima. Le aspettative degli altri pesano, ma il problema è sempre dentro di te. Come ha spiegato Dressel: "Sono tornato in acqua quando ho capito che il nuoto non è tutto"».
2025-08-01T13:20:28Z