"Prima e ultima volta", l'annuncio di Ibrahimovic scatena i social e i milanisti
Zlatan Ibrahimovic, ex fuoriclasse di Inter, Milan, Barcellona, PSG e Manchester United, tra le altre, è stato protagonista, nel corso dell'ultimo Mondiale, come commentatore. Ore, però, l'ex calciatore svedese tornerà al suo ruolo di Senior Advisor per il fondo RedBird che controlla il Milan. "Prima e ultima volta", l'annuncio di Ibrahimovic Al termine della finale dei Mondiali 2026 trasmessa da Fox Sports, Ibrahimovic ha ringraziato tutti. "Ho...
2026-07-20T15:52:21Z
È morto Amerigo Sarri, storico ciclista toscano e padre dell'allenatore Maurizio: aveva 97 anni
Il ciclismo italiano perde una delle sue figure simbolo del dopoguerra. È morto nella serata di lunedì 20 luglio, all'età di 97 anni, Amerigo Sarri, storico corridore toscano e punto di riferimento per il movimento ciclistico regionale. Da tempo viveva a Castelfranco Piandiscò, in provincia di Arezzo. Era il padre di Maurizio Sarri, allenatore dell'Atalanta. Nato il 10 novembre 1928 a Figline Valdarno, in provincia di Firenze, Amerigo Sarri si avvicinò al ciclismo subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Nel 1946 iniziò a gareggiare nella categoria Allievi con la maglia dell'U.S. Figline Valdarno, conquistando nove vittorie e mettendo subito in evidenza qualità che lo avrebbero reso una delle promesse più interessanti del panorama nazionale. L'ascesa tra i dilettanti e l'Aquila Montevarchi Passista-scalatore dotato anche di un buon spunto veloce, Sarri passò tra i dilettanti nel 1947. Nel corso di sei stagioni ottenne 37 successi con diverse società, tra cui G.S. Castellani, U.S. Rifredi, Assi Firenze e soprattutto Aquila Montevarchi, formazione con la quale visse il periodo più importante della propria carriera. Con la maglia rossoblù conquistò complessivamente oltre cinquanta vittorie e contribuì al periodo d'oro della società montevarchina nei primi anni Cinquanta, insieme ad altri protagonisti come Falsini, Bartolozzi e Tognaccini. Le sue prestazioni gli valsero anche due convocazioni nella Nazionale italiana. L'addio precoce alle corse e la nuova vita Nel 1953 passò nella categoria degli indipendenti, ma l'esperienza non portò i risultati sperati. A soli 25 anni, pur essendo ancora nel pieno della forma atletica, decise di lasciare l'attività agonistica per dedicarsi al lavoro. Da professionista disputò soltanto tre gare, tra cui il prestigioso Giro di Lombardia del 1953. L'addio alle competizioni non segnò però la fine del suo rapporto con il ciclismo. Dopo una lunga esperienza lavorativa in una grande azienda milanese, una volta raggiunta la pensione si dedicò all'organizzazione di gare per dilettanti, sia a livello regionale sia internazionale, continuando a promuovere i valori dello sport e a sostenere il movimento ciclistico. Legami e riconoscimenti Grande estimatore di Fausto Coppi, Amerigo Sarri coltivò anche un rapporto di amicizia e reciproca stima con Gino Bartali, che durante gli allenamenti faceva spesso tappa a Figline Valdarno. Un legame nato dal rispetto reciproco tra uno dei più grandi campioni del ciclismo italiano e una comunità profondamente legata alla tradizione delle due ruote. Nel 2022 la Sezione Ciclistica dell'Aquila Montevarchi gli aveva conferito il titolo di socio onorario, insieme a Giancarlo Brocci, fondatore de L'Eroica, come riconoscimento per il prezioso contributo offerto alla storia del ciclismo montevarchino e toscano. Con la scomparsa di Amerigo Sarri se ne va uno degli ultimi testimoni di una stagione irripetibile del ciclismo italiano, protagonista prima in sella e poi, per decenni, nella crescita e nella promozione di questo sport.
2026-07-21T09:08:56Z