Prima Sinner, nel primo turno di Wimbledon, adesso Alcaraz, negli ottavi del master 1000 di Cincinnati, con cui ha incrociato la racchetta la scorsa notte. Luca Nardi cresce, dal punto di vista caratteriale soprattutto, ed ormai è pronto per affrontare anche i più forti del mondo. A Pesaro sono stati in tanti incollati al televisore per vederlo affrontare il murciano Alcaraz, coetaneo, 22 anni, che conosce benissimo fin da junior e di cui si dice buon amico.
In verità Nardi non l’ha mai battuto anche se nell’ultimo match disputato a Doha ci è andato vicino, visto che ha perso per 6-1 4-6 6-3, portando quindi lo spagnolo al terzo. Intanto tiene banco l’ottimo torneo disputato fino ad ora a Cincinnati dove, entrato come wild card, ha messo in fila tre avversari con una prova solida ed autorevole. L’ultimo, in verità, Mensik ha abbandonato il campo quando era sotto di un set (6-2) e dietro nel secondo (2-1) ma aldilà della prova incolore dell’avversario, Nardi ha disputato una buona prova nei 44’ di partita. Mettendo in mostra una varietà ed una qualità di colpi sopraffini, non per niente viene chiamato con l’appellativo “Giotto”, che hanno sempre fatto parte del suo innumerevole bagaglio tecnico. In ogni caso il ventiduenne tennista di Pesaro sta trovando continuità e convinzione.
«Non è mai un bell’epilogo quando qualcuno si ritira, ma in realtà io mi sentivo bene e mi muovevo bene in campo – le sue parole dopo il match con Mensink -. Sentivo bene la palla, sono molto fiducioso per il prossimo turno. Ho avuto un po’ di fortuna, è innegabile, visto che ho perso al secondo round di qualificazioni e ora sono agli ottavi , ma provo soltanto a godermi il momento – ha proseguito -. È stato inaspettato, vediamo se posso fare di più. Il caldo? Non aiuta nessuno, ma i campi mi piacciono, la palla rimbalza alta e per me è positivo».