Quarantasette minuti di fuoco. Sono quelli che ha vissuto una nazione intera oggi davanti alla tv. Prima l'incredibile oro di Federica Brignone nello slalom gigante, poi l'argento di Michela Moioli e Lorenzo Sommariva nello snowboard cross, infine lo storico oro di Lisa Vittozzi, il primo per l'Italia nel biathlon. Il tutto, insieme al bronzo nella staffetta maschile di sci di fondo conquistato da Davide Graz, Elia Barp, Martino Carollo e Federico Pellegrino un'ora prima. Una domenica pazzesca per lo sport italiano, che a una settimana dalla chiusura delle Olimpiadi invernali è riuscito a superare il record di Lillehammer '94. In quell'occasione, furono venti le medaglie azzurre. Due di meno (per ora) di quelle di Milano Cortina.
Ad aprire le danze erano stati Davide Graz, Elia Barp, Martino Carollo e Federico Pellegrino, conquistando un bronzo nella staffetta 4x7,5 km maschile di sci di fondo. Un risultato incredibile, arrivato a vent'anni di distanza dai Giochi di Torino 2026, quando a salire sul podio era stato il quartetto composto da Fulvio Valbusa, Giorgio Di Centa, Pietro Piller Cottrer e Cristian Zorzi. In una gara in cui Norvegia e Francia hanno fatto capire da subito di navigare tranquille verso oro e argento, con Johannes Klaebo (al quarto oro in altrettante apparizioni trentine) a completare l'opera iniziata da Emil Iversen, Martin Nyenget e Einar Hedegart, seguito da un Victor Lovera che a sua volta non ha dovuto che capitalizzare il lavoro cominciato da Theo Schely Hufgo Lapalus e Mathis Desloges, si è invece scatenata la battaglia sportiva per l’ultimo gradino del podio. Protagoniste del duello Finlandia e Italia, con un unico momento di paura quando Martino Carollo ha ceduto una ventina di secondi in terza frazione ad Arsi Ruuskanen. Ci ha pensato l’esperienza di Pellegrino a recuperare in ultima frazione Niko Anttola, raggiunto e controllato senza fatica fino all’ultimo chilometro, quando il portabandiera valdostano ha operato l’allungo decisivo, arrivando a braccia alzate sotto il traguardo.
Poi, alle 14.28, l'oro più atteso. Non perché di valore superiore rispetto agli altri, ma perché era dalle 10 di mattina che l'Italia intera lo stava aspettando. Dopo una prima manche perfetta, Federica Brignone ha concluso magistralmente l'impresa, portando a termine la missione nella seconda frazione e conquistando il suo secondo oro in questa Olimpiade. Dietro di lei, la svedese Sarah Hector e la norvegese Thea Stjernesund, d'argento ex aequo, che si sono inchinate insieme per complimentarsi con l'azzurra. Un momento straordinario, destinato a rimanere nella storia dei Giochi. «Giuro che sono talmente senza parole che non riesco a capire niente», ha detto la sciatrice azzurra dopo la vittoria.
Qualche minuto più tardi, alle 14.59, mentre l'Italia si godeva ancora la stepitosa vittoria di Federica Brignone, altri due azzurri si preparavano però a salire sul secondo gradino del podio. Alle 14.59, dopo una rimonta incredibile, Michela Moioli e Lorenzo Sommariva hanno aggiunto un'altra medaglia al palmares degli azzurri a Milano Cortina, conquistando l'argento nello snowboard cross tram misto. Una medaglia, la loro, dal valore doppio, essendo quella del sorpasso del record di Lillehammer 1994.
Poi, alle 15.15, lo storico oro di Lisa Vittozzi, il primo nella storia del biathlon azzurro. «È un sogno che si avvera. Mi mancava questa medaglia e sono riuscita a portarla a casa. Mi scoppia il cuore», ha gioito la 31enne, protagonista di un'incredibile rimonta. Rimasta senza errori al poligono, l'azzurra è riuscita a recuperare quattro posizioni rispetto all'individuale di ieri. Lo strepitoso successo arriva dopo un avvio complicato dei giochi di Milano Cortina per la squadra italiana, con la sospensione - poi revocata - di Rebecca Passler e una serie di podi mancati nelle prime gare individuali. «Gareggiare con la rabbia mi ha sempre portato bene», aveva promesso mercoledì, dopo il deludente 37/o posto nella 15 chilometri. E così è stato.
2026-02-15T16:39:57Z