ROMA – Il padre dei motori Ferrari va via: il tedesco Wolf Zimmermann, a Maranello da 11 anni e autore anche del progetto della nuova power unit del regolamento 2026, lascia la Scuderia dove era arrivato dalla Mercedes chiamato da Mattia Binotto, l’ex direttore tecnico e poi team principal delle rosse, ora a capo del progetto F1 di Audi, che entrerà l’anno prossimo ufficialmente in griglia dopo aver rilevato Sauber.
Zimmermann, che ha messo la firma sul motore cosiddetto “Superfast”, si ricongiunge proprio con l’ingegnere italo svizzero nel team tedesco. E con lui va via da Maranello anche il suo vice, Lars Schmidt, che lo seguirà in Audi. La separazione avviene in maniera consensuale, di comune accordo. Nessuna fuga e nessun abbandono, in Ferrari si parla di turn over, tanto che in arrivo a Maranello ci sono forze fresche da Alpine, ma anche da Mercedes, per curare il progetto motore sul quale continua a sovraintendere il modenese Enrico Gualtieri, anche lui corteggiato in questi mesi dalla Germania, ma invano.
Mesi molto importanti, questi, col campionato ormai agli sgoccioli e le forze delle squadre concentrate sul 2026, quando la rivoluzione sarà totale: di telaio (macchine più leggere e maneggevoli) ma anche appunto di motore, col 50% di energia elettrica e il 50% endotermica. Dietro le quinte già molti travasi tra le squadre. Dalla Svizzera è arrivato alla Gestione Sportiva l’aerodinamico Franck Sanchez, che lavorerà con Diego Tondi, mentre in direzione opposta si è mosso Ioannis Veloudis, esperto di galleria del vento. E il vento cambia, come sempre, in F1.
2025-09-10T12:08:45Z